Il tradimento annoiato

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Sono circondata da donne: belle intelligenti simpatiche e tutte rigorosamente single.

Mi sono chiesta a lungo il perché di questa situazione che continua ad apparirmi inverosimile fintanto che non mi sono fermata ad analizzare la situazione sentimentale attuale.

Non penserete mica che queste donne non abbiano una vita sentimentale vero? Al contrario, escono con amiche, amici e fanno anche tanti incontri interessanti.

Grazie alle numerose app (Tinder al momento va per la maggiore) oggi è facile incontrare chi ha i tuoi stessi gusti, chi fa la tua stessa strada, chi hai incontrato ieri sull’autobus: basta un nome, una foto e una breve descrizione.

Il risultato però è sempre lo stesso: la maggioranza di loro incontra uomini impegnati. L’impegno varia in quanto a profondità dal: “sento ancora la mia ex ma ci siamo lasciati”, “non sono sposato ma ho una compagna con cui convivo da 15 anni”, “non sono sposato ma ho un figlio e una compagna”; e infine il mitico “sono sposato ma non amo più mia moglie“.

La domanda a questo punto è: che ci fanno con loro? Perché cercano una donna se dovrebbero averla già?

A mio parere esistono almeno due tipi di tradimento quello impulsivo dettato da passione (dal quale ritengo nessuno sia immune), che ti coglie quando incontri qualcuno che, per una corrispondenza di sensi (senza amorosi visto che è pura attrazione fisica) ti piace e con il quale desideri fare del sesso, e il tradimento annoiato, che è quello reiterato quasi compulsivo (come quando si esagera con il proprio cibo preferito pur consapevoli che ci farà stare malissimo).

Questo tipo di tradimento viene perseguito, perché non si ha il coraggio di liberarsi di una situazione che non ci si confà più.

scarpe-van-goghIn quest’ultimo caso il maschio si muove in due modi: tradisco fintanto che non trovo di meglio (solo allora forse mi deciderò a lasciare questa bella scarpa, comoda ma ormai usurata); oppure tradisco perché mi va di farlo e perchè voglio dare un po’ di pepe alla mia vita di coppia, che però non cambierò mai perché ci sono svariati motivi per i quali mi sta bene.

A questo punto o si decide che la monogamia è un’invenzione irrealizzabile delle società occidentali e si considera normale la poligamia, oppure è il caso di prendere la propria vita in mano facendo delle scelte concrete e, una volta tanto, definitive.

Siate Uomini, almeno per una volta.

Ho sempre pensato fosse una prerogativa femminile quella del chiodo scaccia chiodo del non voglio stare da sola e invece sono sempre più gli uomini ad agire in questo modo.

Così abbiamo donne che si ritrovano ad accontentarsi dei resti di un’altra, o di ritagli di un individuo perché tanto: “se non sei tu è un’altra” del resto “a lei (la cornuta) non importa” e poi “non ci rimango male, mica mi aspetto niente io, lo so come vanno queste cose”, ma la verità è che quando ci si ritrova invischiati in una situazione del genere, specialmente se continuativa, è perché c’è sempre l’intima speranza del “con me sarà diverso”. Nel frattempo, si vivono situazioni che non augureremmo al nostro peggior nemico.

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La verità è che sempre più abbiamo a che fare con uomini insicuri e narcisi che cercano conferme nelle donne, senza avere però il coraggio di mettersi in gioco con nessuna, perché anche nel caso in cui siano impegnati, non lo sono, evidentemente, fino in fondo.

Passeggiate romane: Pink Floyd, Vespe e Aromi

Castel-Sant'angeloCastel S. Angelo. La domenica l’appuntamento è qui, uno dei miei luoghi preferiti da quando in un pomeriggio un po’ grigio arrivai e sentii quella musica: perfetta, per il mio umore e per la giornata.

Mi emozionai a tal punto che rimasi seduta sul muraglione ad ascoltare grata, incurante delle ore che scorrevano.

Da quel pomeriggio ci sono tornata spesso e le mie passeggiate in giro per la città di solito cominciano sempre allo stesso modo: fermata Ottaviano e poi via verso il castello; a volte c’è talmente tanta gente e talmente tanti ambulanti che è veramente difficile riuscire a non schiacciare i loro prodotti mentre cammini.

Dalla scorsa estate molti di loro propongono una non ben identificata forma gommosa (tipo la manina degli anni ’80) che spiaccicano sopra tavolette bianche inumidite poggiate su cassette di plastica -di quelle per la frutta per intenderci- in maniera tale da essere pronti a fuggire non appena qualche divisa si affaccia all’orizzonte.

In tutto questo marasma  basta superare il castello per trovarsi nel “palco” allestito in strada da una coppia di musicisti: uno giovane (che indossa sempre la stessa cuffia grigia) e uno vecchio con lunghi capelli lisci brizzolati che gli ricadono sul viso. Il loro repertorio sono i Pink Floyd… in loop; e lo dico con cognizione di causa visto che sono rimasta vari pomeriggi ad ascoltarli. Cantano completamente immersi nella musica, spesso ad occhi chiusi,  incuranti di quello che li circonda. Sono loro, le loro chitarre, la birra accanto ai microfoni e l’amplificatore. Hanno scaricato tre batterie d’auto in quel pomeriggio, con pause bevuta e pisciata, e poi di nuovo… come immersi in un’altra dimensione: solo loro e Shine On You Crazy Diamond. Da quel giorno sono tornata spesso la domenica e li ho trovati sempre, ormai sono uno dei miei punti fermi romani.

E’ bello ascoltare un po’ di musica in quella cornice così speciale, a volte suonano anche in Piazza Navona, stessa colonna sonora. Come ne La grande bellezza, sogno sempre di vederla vuota, solo io e le fontane, anche la Fontana di Trevi,  ma credo che dovrei venirci alle tre-quattro del mattino. Comunque ne dubito: questa città non dorme mai.

Piazza Navona è il territorio degli artisti, un po’ come la piazzetta di Montmartre a Parigi, tutti si danno appuntamento qua: ritrattisti, caricaturisti e artisti di strada. E’ anche il regno dei pakistani che oltre alle forme gommose vendono sciarpe o foulard (a seconda della stagione), laser verdi dai molteplici effetti e dei piccoli “elicotterini” volanti luminosi che lanciano in alto per poi riprenderli al volo.

SpraystiCi sono poi gli spraysti che non amo particolarmente dal momento che li considero degli inquinatori malefici, oltre a non piacermi granché neanche i loro colossei con luna piena e lupi ululanti sullo sfondo. I miei preferiti sono invece i ballerini di tango e tip tap, i ragazzi brasiliani con le loro evoluzioni di Capoeira e i maghi.

Il mago Guarda  è stato il mio tormentone della scorsa estate: credo sia indiano e si esibisce di fronte ai luoghi più frequentati del centro proponendo vari numeri tra cui: l’inghiottimento di una spada, il taglio della mano e vari altri trucchi tutto al ritmo del suo “guardaaa” ripetuto come un mantra dopo la descrizione di ogni numero: guarda questa spadaaa, guarda come tagliaaaa, guarda come scendeeee ahhhh… Ho provato un sentimento di pena misto a risate trattenute a stento per quest’uomo che si faceva tutti i locali ripetendo lo stesso show di magia. La chiusura del numero era la sparizione dei suoi capelli ottenuta niente di meno che… strappandosi via la parrucca!

Stampe vespaAnche i venditori di stampe sono nella maggior parte dei casi stranieri, e il loro campionario prevede tutte le declinazioni di colori possibili per la mitica Vespa o la Cinquecento di fronte al Colosseo, a Trinità dei monti o nei vicoli di Trastevere, facendo il verso al famoso film Vacanze romane.

Ai ragazzi africani è invece lasciata l’esclusiva delle borse finto Prada e Louis Vuitton: stendono i loro lenzuoli bianchi nei luoghi più frequentati e espongono la loro merce. Di solito non hanno tantissimi pezzi: giusto quelli che riescono a tenere in mano in caso di fuga precipitosa per le retate di polizia.  A Campo dei Fiori sono stata coinvolta, mio malgrado, in una di queste:  il ragazzo è scappato via acchiappando tutte le borse in fretta e furia, ha travolto una delle bancarelle di aromi e spezie che popolano la piazza, spargendone rovinosamente il contenuto e profumando l’aria di organo, timo, curcuma, aglio e peperoncino.

Vi risparmio gli improperi in romano spinto che gli sono stati rivolti. E’ stata una bella botta di adrenalina anche perché ho rischiato anche io di essere travolta dal ragazzo in fuga.

Per il momento chiudo qui il racconto, alla prossima passeggiata. Seguitemi!

La piramide del caffè di Nicola lecca (2013)

La piramide del caffèE’ il primo libro che leggo di questo scrittore sardo che seguo da un po’.

Incuriosita dai suoi post taglienti e incisivi su twitter mi sono decisa ad andare a vedere la presentazione del suo libro al festival Libri Come a Roma.

Il romanzo è stato presentato da Dacia Maraini che ne ha candidamente svelato il finale dichiarando che, non essendo un libro giallo, la cosa era ininfluente! 😉

Il protagonista è Imi un orfano ungherese di 18 anni che emigra a Londra, la città dei suoi sogni: “Londra era tutto. Un tutto cosmico, una fornace di emozioni che , nella sua mente, si contrapponeva al nulla dell’orfanotrofio.”  

Là trova lavoro in una catena di caffè la “Proper Coffee” che per come viene descritta potrebbe tranquillamente essere Mc Donald, oppure Starbucks: “Nelle nostre caffetterie, il cliente ritrova sempre le stesse torte, identici quadri, croissant, poltrone, panettoncini e perfino le medesime tazze da tè.

Imi è un ragazzo ingenuo, puro: […] “perché mai Lynne e Jordi parlano sempre male della Proper Coffee: una compagnia talmente onesta e generosa da offrire ai propri dipendenti ottimi stipendi e perfino il privilegio di una festa natalizia con tanto di panettone e di spumante gratis per tutti?”  Viene da un luogo dove contano il presente e le piccole gioie quotidiane e l’impatto con Londra è doloroso ma anche fondamentale per la sua crescita.

Cosa mi è piaciuto:

-I brevissimi “lampi di luce descrittivi” di alcuni personaggi

-“Le pillole di saggezza” sulla cultura inglese disseminate quà e là:

L’Inghilterra è un paese che ha costruito il proprio impero sull’abilità della parola e sul non detto.” […] L’onesta può far male. E’ Tagliente. Bisogna imparare a dosarla, a raffinarla.

Imi […] presto dovrà imparare l’arte della diplomazia e diventare come gli inglesi: le uniche persone al mondo capaci di dire la verità mentendo”.

Cosa non mi è piaciuto:

Il romanzo scorre a corrente alternata , ci sono dei lampi di bellezza descrittiva notevoli come quello in cui vengono descritti gli orfani di Landor:

Ed è bene che questa felicità se la godano appieno. “E’ bene che ne facciano scorta, che l’accumulino in una specie di dispensa interiore: un magazzino dell’anima dove poterla conservare al sicuro, per disporne durante gli inverni dell’anima che verranno presto.”

e di converso, sentimenti e storie appena accennate, inserite e poi abbandonate: è come se l’autore saltellasse da una storia all’altra con l’ansia di descrivere persone, eventi, e situazioni senza davvero andare a fondo. Alcuni personaggi vengono introdotti, descritti brevemente e lasciati, al punto che in alcuni casi mi sono chiesta il perché della loro apparizione ai fini della storia.

-l’inserimento di fatti storici realmente accaduti che sembra puro sfoggio gratuito di erudizione; il riferimento ad Oscar Wilde per esempio, sembra esser costruito al solo scopo di voler sfidare il lettore: “Jordi dice che in questa stessa strada hanno arrestato uno scrittore importante perché andava con gli uomini. Ma è successo un sacco di tempo fa e non mi ricordo neanche il nome.”

La cosa che meno mi è piaciuta è che nella nota finale l’autore, oltre a dichiarare che l’opera è di fantasia senta il bisogno di sottolineare: “che le opinioni espresse dai personaggi del romanzo non rappresentano necessariamente quelle dell’autore o dell’editore. […] Anche la Proper Coffee non può trovare alcun riscontro in nessuna catena di caffetterie esistente al mondo.”

E’ stata una sua scelta o imposta dalla casa editrice? In ogni caso sembra un “voler mettere le mani avanti” rispetto a quello che si è scritto facendo perdere forza ad un testo che poteva essere letto anche come una sorta di “denuncia” di certe realtà.

Citazioni preferite:

“I desideri sono ossigeno per il futuro, ma è il presente l’unico istante in cui è possibile essere felice per davvero. Rimpiangere quello che è stato o preoccuparsi di ciò che ancora non è accaduto è faticoso per l’anima la sfinisce. […] Ecco perché hanno imparato ad apprezzare ogni momento , vivendolo a pieno, come se fosse l’unico e il solo della loro esistenza.”

Cappuccino“Il più grande privilegio, in questo mondo gelido e senza speranza, è quello di riuscire a scatenare una scintilla: un’emozione capace di fare battere forte il cuore.”

“La verità spesso è inascoltabile. Si preferisce fuggirla. Riagganciare.”

“La solitudine è temuta dai deboli: perché svela le paure, e mette in luce limiti e difetti della personalità” […] La compagnia è distrazione. La solitudine mai.”

“Improvvisamente la città appare nuda di fronte a lui, stretta lungo un fiume sporco che la taglia in due come una ferita. […] un luogo triste e senza amore, una gabbia arrugginita abitata da persone orfane anche di sé.”

La grande bellezza di Paolo Sorrentino (2013)

La -grande-bellezza

A distanza di quasi una settimana da quando l’ho visto ancora non saprei dire se l’ultimo film di Paolo Sorrentino mi sia piaciuto o no; di sicuro non mi ha lasciata indifferente.

E come avrebbe potuto con quegli scorci di Roma così perfetti nella loro poeticità? Penso al terrazzo del protagonista con vista Colosseo, ai giochi della suora e dei bimbi nel giardino-labirinto,  ai musei visitati di notte in esclusiva, a Piazza Navona splendida in piena notte perché incredibilmente vuota, e alla psichedelica terrazza dove si tiene la festa di compleanno che apre il film. E che dire della giraffa alle Terme di Caracalla?

Roma è la protagonista assoluta del film insieme al bravissimo Toni Servillo; proprio per questo mi sento di consigliarlo, più che per la storia, che lascia un senso di persistente melanconia addosso.

Non so quale sia la Grande Bellezza da lui cercata: se quella di una città che qualcuno ha deluso la cui bellezza viene assaporata in fuggevoli momenti all’alba e al tramonto; o quella di una vita vissuta da protagonista assoluto dei circoli di amici borghesi e snob per i quali Jep fa’ da collante e confessore, oltre che giudice impietoso.

Il sogno ricorrente, l’unico che sembra appagarlo è il mare di casa, quello dell’infanzia che segnerà il ricongiungimento finale con il sogno. Ramona, interpretata in maniera convincente, da Sabrina Ferilli sembra essere l’unica a rendersi conto di quanto quest’uomo sia immorale e sensibile allo stesso tempo.

Questo film emoziona in maniera sottile e decisa: ci sono varie scene che colpiscono perché surreali e crudeli allo stesso tempo: penso a quella in cui Jep Gambardella descrive le dinamiche dei funerali senza mostrare alcuna emozione, all’incontro con il guru dei 700 euro e a quello con la perfomer dalla testa dura…

La grande bellezza - 2013La scena iniziale della festa di compleanno nella quale Toni Servillo appare in maniera superba tra la musica assordante e il silenzio dei suoi pensieri è perfetta: ecco a voi la vacuità appariscente di un mondo sconosciuto ai più ma proprio per questo affascinante e agognato: “Non volevo essere semplicemente un mondano, volevo diventare il re dei mondani. Io non volevo solo partecipare alla feste, io volevo avere il potere di farle fallire!” dice Jep.

Ma più di tutte mi sono piaciute le sue camminate in giro per la città in perfetta e appagata solitudine.

Avventure romane: La pineta

Adesso so che avevo scelto quella casa per la pineta; perchè passando con l’autobus ogni mattina potevo illudermi che là dietro, oltre la fila di pini e la collina, là dove non si vedeva niente tranne il cielo, ci fosse il mare…
L’orizzonte infinito che con nostalgia rimembravo.

Quell’angolo di verde dietro casa mi permetteva di illudermi di essere da un’altra parte, ancora immersa nel verde della campagna ad ascoltare i suoni e gli odori antichi della mia terra.

Il caos cittadino, una volta oltrepassato il semaforo e imboccato il sentiero polveroso,sembrava attenuarsi fino quasi a scomparire.
E’ stato con un po’ di dispiacere che ho varcato il confine immaginario del mio orizzonte per ritrovarmi davanti la cupola di San Pietro e l’antenna di Radio Maria una delle poche radio, ahimè, che prendo benissimo nella mia piccola stanzetta.

Una volta trasferita immaginavo di camminarci tutte le mattine per andare in ufficio salvo poi rendermi conto che essendo troppo caldo avrei dovuto rimandare il tutto alla fine dell’estate quando le temperature sarebbero state più miti.

Per ora amo passeggiarci al rientro dal lavoro per scaricare un po’ di tensione ed odorare il profumo di pino che mi riporta con il pensiero alla mia duna ed alle sfumature meravigliose del mare di un blu, verde e azzurro talmente limpido ed intenso che il ricordo a volte è struggente.

La domenica la pineta è un melting pot di razze e culture: si organizzano barbecue all’aperto per arrostire carne o pesce, i membri più giovani della comunità sudamericana ballano al suono di musiche tradizionali mentre i più anziani li osservano chiacchierando seduti sotto gazebo allestiti per l’occasione.

La comunità asiatica porta tavolini e sedie e gioca a majiong con le tessere in osso, un gruppo di donne musulmane conversa animatamente mentre vigila sui bambini che corrono qua e là nel parco giochi.

Amanti e/o forzati del fitness corrono più’ o meno felici tra gli alberi accompagnati dai loro fedeli amici che finalmente possono scorrazzare liberi e beati. Nella parte dedicata agli attrezzi da palestra dove c’e’ sempre qualcuno che suda, anche nelle ore più impensate.

Coppie punk bevono birra sedute su alcuni tronchi mentre coppiette appartate fanno il loro picnic con tanto di tovaglia a quadretti e cestino.

Sembra di stare in un’oasi fuori dal tempo e dallo spazio: lontana dal caos cittadino, gli autobus che si vedono in lontananza e superata la collina non si sentono neanche più.

Mi piace sedermi su una panchina a guardare le persone che passano davanti inconsapevoli di condividere un pezzo della loro vita con me.

Due amici corrono e fissano il seno ondeggiante della ragazza che incrociano per poi voltarsi a guardare insistentemente anche il suo didietro.

Tre signore anziane discutono della spesa appena fatta mentre riposano sedute sulla panchina di fronte con le buste poggiate accanto ai piedi.

Un ragazzo si avvicina ad una ragazza di fronte alla biblioteca e le dice: sei carina… lei lo ringrazia e va via abbassando lo sguardo; beh sarà per un’altra volta.

Una coppia di anziani passeggia tenendosi a braccetto mentre il cagnolino scodinzola felice accanto a loro.

Una ragazza cicciotta arranca sudando copiosamente mentre corre con i piedi a ore dieci e dieci.

Alcuni uomini musulmani seminascosti all’ombra di piante di fico osservano da lontano le loro donne velate senza però staccare gli occhi dalle altre donne dal corpo svelato.

Io li osservo e immagino…

Avventure romane

Da quando mi sono trasferita a Roma sono accadute tante cose, la città è continua fonte di ispirazione.
Ho deciso di racchiudere in un post i brevi racconti che ho pubblicato su Facebook durante gli ultimi due mesi di latitanza dal blog, così anche chi non mi segue su Facebook ha modo di sorridere leggendo dei miei incontri!

Protagonisti:
Miss Pigiamina: eccentrica donna che alterna pigiama bianco & rosa con cuffietta di lana abbinata
Il predicatore: Uomo eccentrico, quasi homeless ,che esprime ad alta voce le sue massime di vita
– Comparse: Emerito Sconosciuto/Sconosciuta/Studenti/esse

27.05.2012
Avventure odierne: Alla ricerca di una stanza

1° casa:
– Ragazza: ci sono due gatti per te è un problema?
– Io: Nooo, figurati adoro i gatti… (quando stanno in giardino!)
– Ragazza: lo sai, gli taglio anche le unghie altrimenti si graffiano tra loro!
– Io: (ma questa è proprio cretina!!).

2° casa:
– Io: com’è la camera silenziosa?
– Ragazzo: No, in realtà non ci sono doppio vetri, qua sotto passa anche il notturno e le spese sono davvero alte, infatti è da luglio dell’anno scorso che è sfitta!
– Io: Ah…(E ti credo se a tutti parli così non ci sono mica speranze!)

3° casa:
– Ragazza: Ciao entra, intanto ti faccio vedere il resto della casa, perchè sai la ragazza ha chiuso la stanza a chiave e quindi non te la posso far vedere; però tanto la mia stanza è uguale quindi..
– Io: (ma perchè ca… mi hai fatto fare un’ora di tragitto, due cambi d’autobus ed intere mezz’ore sotto il sole cocente se non posso neanche vedere la camera?)…

Rientro a casa per pranzo ci sono 23 gradi ed un caldo pazzesco, cammino e c’è UNA e UNA SOLA pozzanghera in tutta la via… beh, un simpatico doblò sfreccia a razzo e mi fa’ la doccia.
Ho fango sui capelli, sulle braccia, sui jeans, sulla maglietta e sulla borsa…
Ma bruttu calloi, sa tzucata e manneddu chi acasa! Trad: Razza di deficente, che tu, come mio nonno (che fece la guerra) possa andare e non tornare mai più.  Giusto perchè il sentimento dell’odio che sfocia spontaneo va’ ben indirizzato e razionalizzato, come dice Michela Murgia. Buona notte da Roma! 🙂

30.05.2012
Roma, autobus per andare al lavoro.

Giornata calda, sale una signora anziana in pigiama rosa a cuori, ciabatte rosa e cuffietta in lana abbinata; io sono accanto alla porta, mi sorride senza denti canticchiando un motivetto poi mi dice che lo cantava sempre quando era bambina e continua a borbottare tra sé e sé. Poco dopo entra una suora biancovestita, non guarda in faccia nessuno e si fa strada decisa verso l’obliteratrice. Non sorride, scansa tutti e si ferma la’ davanti. Quando sono quasi arrivata alla mia fermata l’autista inchioda l’autobus violentemente per evitare una ragazza che attraversa la strada senza guardare.
In un attimo mi ritrovo con la suora ai miei piedi rovinosamente spalmata sul pavimento dell’autobus con me ed altre 3 donne che cerchiamo di sollevarla. La signora in pigiama ci guarda dal suo sedile sempre borbottando. L’autista si accerta che la suora stia bene (e non lo denunci); nel frattempo la ragazza causa di tutto ciò è salita sull’autobus e si è scusata con la suora che, basita, non parla. Scendiamo davanti all’ospedale San Carlo: entrambe, nella confusione, abbiamo sbagliato fermata. L’ultima cosa che vede scendendo e’ il viso sereno della signora in pigiama rosa e le sue unghie laccate rosso fuoco, crazy! Buona giornata a tutti! 

14.06.2012
Sull’autobus.

Entra un uomo in completo verde un po’ usurato con un cappellino da baseball verde acido decorato con la bandiera dell’Europa. Ha le sopracciglia folte, la barba di un paio di giorni e si asciuga le labbra in continuazione con un fazzoletto, mentre parla. Dice a chiunque lo voglia ascoltare che sette miliardi di persone vogliono venire a Roma, perche’ c’e’ come una calamita. Cerca di catturare lo sguardo delle altre persone sull’autobus. Io lo ascolto dietro gli occhiali da sole e guardo una croce grandissima che pende appesa al centro del suo petto. Ad un certo punto sgrida l’autista per una frenata troppo brusca: vuole essere ascoltato.
Una ragazzina molto carina sorride complice al suo ragazzo indicandolo e lui continua dicendo che di terra ce n’e’ una sola e, una volta riempita, cosa faremo? Staremo tutti fermi nelle campagne a non fare nulla? Due miliardi di persone… Non sembra preoccupato. Continuo a guardarlo soffermandomi sui grossi peli che popolano le sue orecchie e mi chiedo cosa lo spinga a parlare a persone che non vogliono ascoltare. 

14.06.2012
In metro.

Accendo l’mp3 e inizia la canzone “prendi l’onda”, mi siedo alzo lo sguardo e di fronte a me un ragazzo legge: alla ricerca dell’onda… Senza parole. 

16.06.2012
Discussione tra ubriachi di fronte al Pantheon.

Sono in tre, uno sembra un’artista di strada con chitarra, l’altro indossa una maglia bianca e non si regge in piedi ed il terzo è ricciolino.
Maglia bianca e’ molto contrairiato e apostrofa il ricciolino dicendogli: sei ‘na merda, chiedi na’ bira domani e vedrai… lo sai nei bar qua intorno non te sopporta nessuno gle fai schifo, hai capito?
L’artista cerca di fare da paciere ma maglia bianca e’ proprio arrabbiato e continua ad urlare contro quell’altro che alla fine si scoccia e gli dice: non me devi rompe ‘er cazzo se io sto sulla strada e’ perche’ lo voglio hai capito?
Alla fine maglia bianca si acquieta e si vanno a prendere una pizza. Ritornano e si rimettono di nuovo sui gradini; stessa posizione di prima ad un metro da me, mangiano più’ o meno tranquilli quando all’improvviso mi arriva un bicchiere di plastica vuoto in testa.
Mi giro, li guardo e mi rigiro, continuo a scrivervi, ad un certo punto si avvicina maglia bianca e mi dice: scusa, scusa, me dispiace e mi da’ un bacio in testa. Rispondo che non c’e’ problema… Meglio non farlo ri-sclerare! Buona notte! 🙂 

19.06.2012
Sull’autobus.

Gli autisti di Roma hanno la guida a singhiozzo, appena riprendi il respiro e ti rilassi per pochi secondi, frenano e ripartono bruscamente e tu rischi di schiantarti sull’ascella del tuo vicino. In questi giorni di caldo “serio” e’ un miscuglio di afrori di tutti i tipi. In particolare gli anziani che odorano sempre un po’ di naftalina, come se fossero rimasti congelati dentro l’armadio in attesa della bella stagione. Oggi insultano la mia amica in pigiama che oggi e’ tutta vestita di bianco con cuffietta abbinata. Salita sull’autobus, con uno slancio quasi “felino”, non appena si e’ liberato il suo posto preferito, ha lanciato la sua borsa sopra mentre una signora tentava di sedersi urlandole: VEDI, VEDI, VEDIII c’e’ la borsa!! E quell’altra. arzilla e linguaccita. ha iniziato a combattere per sedersi al suo posto. Ma Pigiamina non mollava e dall’alto della sua insanita’ mentale si e’ piazzata sul sedile.
La linguacciuta, sconfitta ha adottato allora la tecnica della riprovazione sociale collettiva coinvolgendo tutte le altre vecchie là intorno testimoni del fatto. E mentre Pigiamina borbottava che erano anni che prendeva quell’autobus, e si sedeva in quel posto, loro ci andavano giu’ pesante dicendole che non era tanto giusta, che si doveva stare zitta e che la prova era il suo pigiama. “Ma non te vergogni ad uscire in pigiama?” Fa’ la linguacciuta. Ma i tuareg nel deserto non girano tutti vestiti, e allora chi e’ quella sana io o lei? Mi sarebbe piaciuto le avesse riposto, ma questa sarebbe un’altra storia. Buona giornata! 

20.06.2012
Sull’autobus

Si solleva la polo del vicino mentre barcolla (a causa della gia’ descritta guida a singhiozzo) scoprendo un bel profilo da birra e mentre vengo fulminata da tanta belta’ noto l’elastico dei boxer: Calvin Klein… ma non doveva esserci David Beckham dentro quei boxer? ehhhh 

21.06.2012
Sull’autobus

Oggi Pigiamina ed il Predicatore erano insieme sull’autobus. Pigiamina era in verisone rosa con sciarpa, cappello e solite buste al seguito. Il bello e’ che sfoggiava (oltre al solito smalto rosso fuoco) un solitario all’anulare sinistro ricordo di chissa’ quale vita fa. Il predicatore appena salito e’ andato difilato dall’autista a lamentarsi che il numero dell’autobus non si leggeva.
Ovviamente è stato ignorato e ha continuato a borbottare tra se’ e se’… A momenti svenivo a causa dell’ascella radioattiva di un tipo che aveva pensato bene di appendersi ai sostegni in alto. Vi prego: aboliteli! Noi bassi non ci arriviamo mai se non allungandoci in improbabili e scomode posizioni, e oltrettutto sono spesso fonte di sorprese davvero poco gradevoli; soprattutto con queste temperature!

On the way to Santiago

Mancano poche ore alla partenza e negli ultimi giorni si sono avvicendati molti avvenimenti nella mia vita.

Programmo questo viaggio con mia madre da più di un anno, abbiamo dovuto rimandarlo per varie ragioni ma alla fine la decisione è stata presa: partenza il 24 Aprile e rientro in data da definire.

Fin dove ci porterà la strada, fino alla fine della terra o dei cieli stellati.

 É complicato spiegare cosa significa per me questo viaggio, ma voglio provare a condividerlo con voi che mi leggete.

Innanzi tutto voglio dedicare questo tempo a mia madre, per avermi dato quello che di cui avevo bisogno in ogni giorno della mia vita, non abbiamo bisogno di parole, basta uno sguardo.

Voglio vivere ogni giorno con lei nel modo più intenso possibile.

Sono certa che sarà un’esperienza che non dimenticheremo e che, laddove fosse possibile, ci unirà ancora di più. Così come è stato quando lo percorsi per la prima volta nel 2009 con il mio compagno.

Il Cammino risponde ad un’altra un’esigenza fondamentale della mia vita: la ricerca dell’essenza, di quello che veramente conta, che non è uguale per tutti ovviamente.

 Al rientro, vorrei tanto conservare la sensazione di consapevolezza di ciò che è realmente importante che ti pervade ogni giorno, quando la vita è fatta di cose semplici come camminare, mangiare e riposare. Niente di più e niente di meno, tanto basta per essere in pace.

 É inoltre una ricerca di risposte alle domande che mi pongo ogni giorno su cosa fare, cosa mi renderebbe davvero felice, su quello che davvero voglio nella mia vita.

 E’ il mio tentativo di abbandonare quello che è superfluo in maniera concreta, a cominciare dalle montagne di oggetti che ci circondano e che il più delle volte servono solo ad appesantire la nostra vita con carichi da novanta che alla fine non portano niente di buono… e la mongolfiera non riesce a prendere il volo.

Camminare ogni giorno al mio passo è il tentativo di affermare la mia volontà scegliendo un ritmo di vita vicino alle mie esigenze, ascoltando me stessa, il mio corpo, le mie sensazione e le mie emozioni.

 La Natura è l’altro elemento fondamentale: il sentirsi parte di un universo completo, perfetto e perenne che prescinde dal nostro passaggio terreno.

Il Cammino è insieme tutto questo e molto altro, e per ogni persona è qualcosa di diverso e speciale.

Auguro a me stessa e a tutti coloro che vogliono intraprenderlo un Buon Cammino, che le stelle siano con noi!

Voci precedenti più vecchie

N.d.A.

Questo blog non è una testata giornalistica e viene aggiornato quando posso; è frutto esclusivo della mia Immaginazione per cui nomi, personaggi luoghi e avvenimenti sono fittizi o usati in modo fittizio.

Se volete citarne i testi, vi chiedo di aggiungere il nome dell’autore o il link al sito; io faccio lo stesso.

Le immagini usate provengono principalmente dal web pertanto laddove violassi qualche diritto d'autore scrivetemi pure nei commenti e risolveremo la cosa.

Buona Lettura!

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