Il girone dei forzati

Cominciano ad apparire sul circuito alle prime luci del mattino in tempo per poi andare al lavoro o sbrigare le faccende di casa.
In un paese nel quale fino a qualche anno fa il solo andare in bicicletta, che non fosse finalizzato al raggiungimento di un luogo, era considerato il primo di una serie di sintomi di esaurimento nervoso questo è un vero e proprio avvenimento.
Si muovono lentamente quasi come sospinti da una forza invisibile che un po’ mi ricorda il girone dantesco degli ignavi costretti ad inseguire un’insegna per l’eternità.
Loro però non inseguono nulla, (se non la forma perduta) sono i forzati dell’esercizio fisico.
Arrancano infelicemente più o meno in sovrappeso lungo il percorso tracciato al ritmo del loro cuore affaticato; sono quasi sempre in coppia -due chiacchiere non fanno mai male- immersi nel verde paesaggio campestre sullo sfondo le montagne imbiancate a rendere meno dura la pena.
La responsabilità di tutto ciò è da ricercarsi nella nuova “tendenza” medica: ai malcapitati invece di prescrivere farmaci vengono assegnati giri di pista e dieta, ovviamente il numero varia a seconda della gravità e della forma fisica.
Eppur si muovono con costanza e con la forza di volontà che appartiene a chi è stato autorizzato dall’alto: “Me l’ha prescritto il medico” ti dicono.
“Ah, allora… ” non puoi fare a meno di rispondere.
Ed il senso è tutto qua in quell’esserci loro malgrado, altrimenti mica perderebbero tempo in quel modo no?
Così continui il tuo giro chiedendoti “forzata” o “esaurita”?
Esaurita per tutta la vita e va bene così.

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Piccoli momenti di ebbrezza quotidiana

Sei sul divano, mezza addormentata e pensi che non hai voglia di alzarti, di lavarti i denti, di fare la pipì ed infine trascinarti verso il letto.

L’unica cosa che vorresti è essere teletrasportata là; trovarlo già in temperatura (preriscaldato come un forno insomma) avvolgerti nel tuo fantastico piumino in morbida piuma d’oca – che ritieni sia comunque stato inventato troppo tardi per salvare l’umanità- e continuare con ciò che stavi sognando mentre un rivolino di saliva colava indisturbato sulla tua guancia.

Un’unica idea ti consola: il bidet

Perché dopo la pipì c’è lui che ti aspetta: il tuo fantastico Chilly che renderà la tua marmotta fresca come se fosse una caverna profonda, regalandoti una sensazione che è fantastica d’estate, da brivido d’inverno ma alla quale proprio non puoi rinunciare.

A questo punto ti viene in mente lo spot di non sai bene quale caramella, nel quale una lei alitando su di un lui gli sussurra stordendolo: “catch me” e pensi che si adatterebbe bene anche alle tue parti intime che ormai respirano vivo in una sinfonia al mentolo irresistibile!

Beh che dire, l’idea è tale da farti risollevare dal divano in una improvvisa resurrezione dei sensi e, con un sorriso che pregusta l’attesa, farti avviare tutta felice verso il bagno.

Meno male che Chilly c’è!

N.d.A.

Questo blog non è una testata giornalistica e viene aggiornato quando posso; è frutto esclusivo della mia Immaginazione per cui nomi, personaggi luoghi e avvenimenti sono fittizi o usati in modo fittizio.

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Buona Lettura!

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