Passeggiate romane: Pink Floyd, Vespe e Aromi

Castel-Sant'angeloCastel S. Angelo. La domenica l’appuntamento è qui, uno dei miei luoghi preferiti da quando in un pomeriggio un po’ grigio arrivai e sentii quella musica: perfetta, per il mio umore e per la giornata.

Mi emozionai a tal punto che rimasi seduta sul muraglione ad ascoltare grata, incurante delle ore che scorrevano.

Da quel pomeriggio ci sono tornata spesso e le mie passeggiate in giro per la città di solito cominciano sempre allo stesso modo: fermata Ottaviano e poi via verso il castello; a volte c’è talmente tanta gente e talmente tanti ambulanti che è veramente difficile riuscire a non schiacciare i loro prodotti mentre cammini.

Dalla scorsa estate molti di loro propongono una non ben identificata forma gommosa (tipo la manina degli anni ’80) che spiaccicano sopra tavolette bianche inumidite poggiate su cassette di plastica -di quelle per la frutta per intenderci- in maniera tale da essere pronti a fuggire non appena qualche divisa si affaccia all’orizzonte.

In tutto questo marasma  basta superare il castello per trovarsi nel “palco” allestito in strada da una coppia di musicisti: uno giovane (che indossa sempre la stessa cuffia grigia) e uno vecchio con lunghi capelli lisci brizzolati che gli ricadono sul viso. Il loro repertorio sono i Pink Floyd… in loop; e lo dico con cognizione di causa visto che sono rimasta vari pomeriggi ad ascoltarli. Cantano completamente immersi nella musica, spesso ad occhi chiusi,  incuranti di quello che li circonda. Sono loro, le loro chitarre, la birra accanto ai microfoni e l’amplificatore. Hanno scaricato tre batterie d’auto in quel pomeriggio, con pause bevuta e pisciata, e poi di nuovo… come immersi in un’altra dimensione: solo loro e Shine On You Crazy Diamond. Da quel giorno sono tornata spesso la domenica e li ho trovati sempre, ormai sono uno dei miei punti fermi romani.

E’ bello ascoltare un po’ di musica in quella cornice così speciale, a volte suonano anche in Piazza Navona, stessa colonna sonora. Come ne La grande bellezza, sogno sempre di vederla vuota, solo io e le fontane, anche la Fontana di Trevi,  ma credo che dovrei venirci alle tre-quattro del mattino. Comunque ne dubito: questa città non dorme mai.

Piazza Navona è il territorio degli artisti, un po’ come la piazzetta di Montmartre a Parigi, tutti si danno appuntamento qua: ritrattisti, caricaturisti e artisti di strada. E’ anche il regno dei pakistani che oltre alle forme gommose vendono sciarpe o foulard (a seconda della stagione), laser verdi dai molteplici effetti e dei piccoli “elicotterini” volanti luminosi che lanciano in alto per poi riprenderli al volo.

SpraystiCi sono poi gli spraysti che non amo particolarmente dal momento che li considero degli inquinatori malefici, oltre a non piacermi granché neanche i loro colossei con luna piena e lupi ululanti sullo sfondo. I miei preferiti sono invece i ballerini di tango e tip tap, i ragazzi brasiliani con le loro evoluzioni di Capoeira e i maghi.

Il mago Guarda  è stato il mio tormentone della scorsa estate: credo sia indiano e si esibisce di fronte ai luoghi più frequentati del centro proponendo vari numeri tra cui: l’inghiottimento di una spada, il taglio della mano e vari altri trucchi tutto al ritmo del suo “guardaaa” ripetuto come un mantra dopo la descrizione di ogni numero: guarda questa spadaaa, guarda come tagliaaaa, guarda come scendeeee ahhhh… Ho provato un sentimento di pena misto a risate trattenute a stento per quest’uomo che si faceva tutti i locali ripetendo lo stesso show di magia. La chiusura del numero era la sparizione dei suoi capelli ottenuta niente di meno che… strappandosi via la parrucca!

Stampe vespaAnche i venditori di stampe sono nella maggior parte dei casi stranieri, e il loro campionario prevede tutte le declinazioni di colori possibili per la mitica Vespa o la Cinquecento di fronte al Colosseo, a Trinità dei monti o nei vicoli di Trastevere, facendo il verso al famoso film Vacanze romane.

Ai ragazzi africani è invece lasciata l’esclusiva delle borse finto Prada e Louis Vuitton: stendono i loro lenzuoli bianchi nei luoghi più frequentati e espongono la loro merce. Di solito non hanno tantissimi pezzi: giusto quelli che riescono a tenere in mano in caso di fuga precipitosa per le retate di polizia.  A Campo dei Fiori sono stata coinvolta, mio malgrado, in una di queste:  il ragazzo è scappato via acchiappando tutte le borse in fretta e furia, ha travolto una delle bancarelle di aromi e spezie che popolano la piazza, spargendone rovinosamente il contenuto e profumando l’aria di organo, timo, curcuma, aglio e peperoncino.

Vi risparmio gli improperi in romano spinto che gli sono stati rivolti. E’ stata una bella botta di adrenalina anche perché ho rischiato anche io di essere travolta dal ragazzo in fuga.

Per il momento chiudo qui il racconto, alla prossima passeggiata. Seguitemi!

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